Non è certamente una novità affermare che le cellule staminali rappresentano la punta di diamante della medicina del futuro, una risorsa davvero importante per trovare la cura di numerose patologie che ancora oggi affliggono la salute dell'uomo.
Una fonte straordinaria di queste cellule miracolose, lo abbiamo ripetuto diverse volte, è il cordone ombelicale: proprio per questo motivo molte donne scelgono di non gettarlo via dopo il parto, ma di conservarlo in apposite banche. Se anche questa notizia era già risaputa, ecco cosa c'è di nuovo: oltre al cordone, anche la placenta rappresenta una fonte di cellule staminali, per certi versi addirittura superiore del cordone stesso. La scoperta è di un team californiano ed ora si sta studiando la creazione di banche con funzionamento simile a quelle del cordone, per permetterne la crioconservazione.
conservazione cordone ombelicale blog con articoli consigli domande e risposte sulla conservazione in banca delle cellule staminali del sangue del cordone ombelicale
mercoledì 27 luglio 2011
venerdì 1 luglio 2011
Staminali, la cura di alcune patologie sta nelle nostre cellule
Tra le sfide più grandi del genere umano, troviamo ai primi posti gli sforzi per trovare rimedio alle malattie che affliggono la salute dell'uomo.
Attraverso i secoli sono stati fatti passi da gigante in questa direzione ed alcune delle scoperte più sensazionali sono state realizzate in tempi recenti: una delle più importanti riguarda proprio gli studi fatti sulle cellule staminali.
Queste cellule primitive hanno la straordinaria capacità di potersi specializzare in altre tipologie di cellule in un secondo momento, permettendo dunque la rigenerazione di alcuni tessuti od organi. La cura per alcune patologie parte quindi dalle nostre cellule: le staminali rappresentano la speranza ed il futuro della medicina contemporanea.
Attraverso i secoli sono stati fatti passi da gigante in questa direzione ed alcune delle scoperte più sensazionali sono state realizzate in tempi recenti: una delle più importanti riguarda proprio gli studi fatti sulle cellule staminali.
Queste cellule primitive hanno la straordinaria capacità di potersi specializzare in altre tipologie di cellule in un secondo momento, permettendo dunque la rigenerazione di alcuni tessuti od organi. La cura per alcune patologie parte quindi dalle nostre cellule: le staminali rappresentano la speranza ed il futuro della medicina contemporanea.
martedì 17 maggio 2011
Cause di sofferenza fetale, il prolasso del cordone ombelicale
Sofferenza fetale è sinonimo di potenziale pericolo per la salute del nascituro.
Situazioni di questo genere si possono verificare nel corso della gravidanza o con più probabilità al momento del parto: il prolasso del cordone ombelicale è una delle principali cause di sofferenza fetale legate proprio a questa delicata operazione.
In che cosa consiste? Il prolasso del funicolo ombelicale si verifica quando una o più parti del cordone (anse) precedono la testolina o il podice del piccolo: in questa posizione c'è il forte rischio che procedendo con il parto il cordone venga schiacciato tra il corpicino del bambino e il bacino della madre, causando dunque un minor afflusso sanguigno al bimbo che può dunque andare incontro ad asfissia. In realtà, il prolasso in senso stretto prevede che le membrane dell'ansa cordonale siano rotte; se integre si parla piuttosto di procidenza del cordone anche se spesso queste due spiacevoli problematiche vengono accorpate con il nome di prolasso del funicolo.
Le situazioni in cui il prolasso del cordone ha più possibilità di verificarsi sono i parti gemellari o prematuri e in caso di placenta previa; fortunatamente l'incidenza di questa causa di sofferenza fetale è molto bassa (1 su 150 parti) e risolvibile tramite parto cesareo.
Situazioni di questo genere si possono verificare nel corso della gravidanza o con più probabilità al momento del parto: il prolasso del cordone ombelicale è una delle principali cause di sofferenza fetale legate proprio a questa delicata operazione.
In che cosa consiste? Il prolasso del funicolo ombelicale si verifica quando una o più parti del cordone (anse) precedono la testolina o il podice del piccolo: in questa posizione c'è il forte rischio che procedendo con il parto il cordone venga schiacciato tra il corpicino del bambino e il bacino della madre, causando dunque un minor afflusso sanguigno al bimbo che può dunque andare incontro ad asfissia. In realtà, il prolasso in senso stretto prevede che le membrane dell'ansa cordonale siano rotte; se integre si parla piuttosto di procidenza del cordone anche se spesso queste due spiacevoli problematiche vengono accorpate con il nome di prolasso del funicolo.
Le situazioni in cui il prolasso del cordone ha più possibilità di verificarsi sono i parti gemellari o prematuri e in caso di placenta previa; fortunatamente l'incidenza di questa causa di sofferenza fetale è molto bassa (1 su 150 parti) e risolvibile tramite parto cesareo.
lunedì 2 maggio 2011
Cordone ombelicale, nodi falsi e veri
Il cordone ombelicale non presenta una lunghezza fissa, ma i valori ritenuti regolari variano da un minimo di 30 cm ad un massimo di 80 cm.
Se la misura del funicolo infatti dovesse risultare troppo lunga, si va incontro alla possibilità della formazione di nodi, dovuti al transito del feto in un'ansa formata dal cordone, con conseguenze anche molto gravi: le arterie e la vena presenti all'interno del cordone infatti, con lo stringersi di questo, possono arrivare ad occludersi con conseguente sofferenza ed asfissia del feto.
Da questi nodi veri, si distinguono i cosiddetti nodi falsi del cordone: del tutto innocui per il piccolo, sono formati dalla gelatina di Wharton, ovvero quella mucosa gelatinose che ricopre e protegge i vasi sanguigni ombelicali.
Se la misura del funicolo infatti dovesse risultare troppo lunga, si va incontro alla possibilità della formazione di nodi, dovuti al transito del feto in un'ansa formata dal cordone, con conseguenze anche molto gravi: le arterie e la vena presenti all'interno del cordone infatti, con lo stringersi di questo, possono arrivare ad occludersi con conseguente sofferenza ed asfissia del feto.
Da questi nodi veri, si distinguono i cosiddetti nodi falsi del cordone: del tutto innocui per il piccolo, sono formati dalla gelatina di Wharton, ovvero quella mucosa gelatinose che ricopre e protegge i vasi sanguigni ombelicali.
martedì 12 aprile 2011
Come viene prelevato e conservato il sangue del cordone ombelicale
Partorire è una delle esperienze più significative ed importanti nella vita di una donna: durante il parto viene data alla luce la creatura che si è custodita in grembo per nove lunghi mesi. Il parto è diventato un evento ancora più speciale da quando è stata resa possibile la conservazione del cordone ombelicale, o meglio del suo sangue, risorsa di cellule staminali per assicurarsi un futuro più sereno.
Il sangue dal cordone viene prelevato dalla vena ombelicale e una volta conforme ai parametri (non meno di 60 ml di sangue e 800 milioni di globuli bianchi) il campione viene conservato mediante la crioconservazione. Questo metodo prevede la deprivazione dei globuli rossi dal sangue e la sua successiva congelazione a -130°/-196° gradi in azoto liquido presso banche appositamente create.
Il sangue dal cordone viene prelevato dalla vena ombelicale e una volta conforme ai parametri (non meno di 60 ml di sangue e 800 milioni di globuli bianchi) il campione viene conservato mediante la crioconservazione. Questo metodo prevede la deprivazione dei globuli rossi dal sangue e la sua successiva congelazione a -130°/-196° gradi in azoto liquido presso banche appositamente create.
mercoledì 30 marzo 2011
Cellule staminali, cosa sono e quante tipologie ne esistono?
Le cellule staminali, per definizione, sono cellule che si trovano ad uno stadio primitivo e per questa ragione non sono specializzate in alcun tipo di tessuto. La caratteristica sorprendente di queste cellule che ha dato il via ad una serie di ricerche sulle staminali sta nella loro incredibile versatilità: le cellule staminali hanno la straordinaria potenzialità di trasformarsi in seguito in cellule di altri tessuti del corpo o del sangue. Detto questo, si può comprendere ora l'interesse di medici e studiosi nei confronti delle staminali: queste cellule rappresentano la chiave di volta per la cura di alcune malattie.
Le cellule staminali, sulla base delle loro potenzialità di specializzazione, vengono suddivise in quattro categorie: le totipotenti possono specializzarsi in qualsiasi tipo di tessuto (anche extra-embrionale), le pluripotenti sono simili alle prime ma non trasformabili in tessuti extra-embrionali, le multipotenti hanno la capacità di specializzarsi solo in alcuni tipi di tessuto e le unipotenti si possono trasformare in un unico tipo di cellula predefinita.
Le cellule staminali, sulla base delle loro potenzialità di specializzazione, vengono suddivise in quattro categorie: le totipotenti possono specializzarsi in qualsiasi tipo di tessuto (anche extra-embrionale), le pluripotenti sono simili alle prime ma non trasformabili in tessuti extra-embrionali, le multipotenti hanno la capacità di specializzarsi solo in alcuni tipi di tessuto e le unipotenti si possono trasformare in un unico tipo di cellula predefinita.
mercoledì 16 marzo 2011
Cordone ombelicale: quale tipo di conservazione è consentita in Italia?
Data la risaputa presenza di cellule staminali al suo interno, il punto di vista sul cordone ombelicale è radicalmente cambiato negli ultimi anni: non più tessuto inutile una volta partorita la piccola creatura ma risorsa importante per contrastare il progredire di alcune malattie.
In Italia la conservazione delle cellule del sangue del cordone ombelicale è sì possibile, ma solamente presso strutture pubbliche e per uso eterologo (ciò significa che le cellule così donate vengono destinate alla ricerca oppure a chiunque ne avesse bisogno).
Per quanto riguarda invece la conservazione del cordone per uso dedicato, esclusivo (conservazione autologa) la normativa del nostro paese si è espressa in questo modo: nel 2002, poi 2004, veniva negata la possibilità di conservare per sé stessi queste cellule presso istituti privati; successivamente nel 2006 si è concessa la conservazione autologa nel caso in cui un parente presentasse patologie curabili mediante l'impiego delle cellule staminali prelevate dal cordone. L'ultima legge in argomento risale al 2007, con la quale si negava nuovamente la possibilità di costituire strutture private per la conservazione delle cellule, ma si permetteva a chi fosse interessato a conservarle per uso proprio di rivolgersi all'estero.
In Italia la conservazione delle cellule del sangue del cordone ombelicale è sì possibile, ma solamente presso strutture pubbliche e per uso eterologo (ciò significa che le cellule così donate vengono destinate alla ricerca oppure a chiunque ne avesse bisogno).
Per quanto riguarda invece la conservazione del cordone per uso dedicato, esclusivo (conservazione autologa) la normativa del nostro paese si è espressa in questo modo: nel 2002, poi 2004, veniva negata la possibilità di conservare per sé stessi queste cellule presso istituti privati; successivamente nel 2006 si è concessa la conservazione autologa nel caso in cui un parente presentasse patologie curabili mediante l'impiego delle cellule staminali prelevate dal cordone. L'ultima legge in argomento risale al 2007, con la quale si negava nuovamente la possibilità di costituire strutture private per la conservazione delle cellule, ma si permetteva a chi fosse interessato a conservarle per uso proprio di rivolgersi all'estero.
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