martedì 17 maggio 2011

Cause di sofferenza fetale, il prolasso del cordone ombelicale

Sofferenza fetale è sinonimo di potenziale pericolo per la salute del nascituro.
Situazioni di questo genere si possono verificare nel corso della gravidanza o con più probabilità al momento del parto: il prolasso del cordone ombelicale è una delle principali cause di sofferenza fetale legate proprio a questa delicata operazione.
In che cosa consiste? Il prolasso del funicolo ombelicale si verifica quando una o più parti del cordone (anse) precedono la testolina o il podice del piccolo: in questa posizione c'è il forte rischio che procedendo con il parto il cordone venga schiacciato tra il corpicino del bambino e il bacino della madre, causando dunque un minor afflusso sanguigno al bimbo che può dunque andare incontro ad asfissia. In realtà, il prolasso in senso stretto prevede che le membrane dell'ansa cordonale siano rotte; se integre si parla piuttosto di procidenza del cordone anche se spesso queste due spiacevoli problematiche vengono accorpate con il nome di prolasso del funicolo.
Le situazioni in cui il prolasso del cordone ha più possibilità di verificarsi sono i parti gemellari o prematuri e in caso di placenta previa; fortunatamente l'incidenza di questa causa di sofferenza fetale è molto bassa (1 su 150 parti) e risolvibile tramite parto cesareo.

lunedì 2 maggio 2011

Cordone ombelicale, nodi falsi e veri

Il cordone ombelicale non presenta una lunghezza fissa, ma i valori ritenuti regolari variano da un minimo di 30 cm ad un massimo di 80 cm.
Se la misura del funicolo infatti dovesse risultare troppo lunga, si va incontro alla possibilità della formazione di nodi, dovuti al transito del feto in un'ansa formata dal cordone, con conseguenze anche molto gravi: le arterie e la vena presenti all'interno del cordone infatti, con lo stringersi di questo, possono arrivare ad occludersi con conseguente sofferenza ed asfissia del feto.
Da questi nodi veri, si distinguono i cosiddetti nodi falsi del cordone: del tutto innocui per il piccolo, sono formati dalla gelatina di Wharton, ovvero quella mucosa gelatinose che ricopre e protegge i vasi sanguigni ombelicali.